Ieri sera in Italia si è verificato un evento definito da alcuni epocale, da altri semplicemente nuovo, Rai per una notte; fatto stà che ieri in molti nel nostro Paese hanno finalmente capito la reale potenza e possibile utilizzo del Web 2.0, quello che qualcuno definisce partecipativo.

Io personalmente volevo tralasciare il motivo per cui si è giunti a spostare una trasmissione TV dalle ‘normali’ sedi televisive ad un’arena visibile in streaming, e così farò.

La cosa che ho notato è la scelta delle tecnologie impiegate durante l’evento, per buona parte Open Source, a parte Silverlight, e l’integrazione interessantissima con i Social Network.
A riguardo si è evidenziata bene la differenza tra i due maggiori Social Network, Facebook e Twitter; su Facebook il tempo di interscambio sull’evento, e su quello che avveniva in diretta era molto lento e disorganizzato, mentre su Twitter gli interventi erano immediati e collegati spesso tra loro, oltretutto l’hastag #raiperunanotte permetteva velocemente di filtrare gli argomenti.

Ovviamente molti giornalisti durante la serata si sono resi conto di quanto potente, versatile ed utile sia lo strumento Internet, meglio tardi che mai…

Sono andato a dormire abbastanza soddisfatto dell’evento, pensando che finalmente in Italia si stesse muovendo qualcosa e che non fossimo considerati la Cenerentola d’Europa per il Web. Tutto inutile, al mio risveglio guardo i primi TG della mattina, curioso di sentire commenti, polemiche, chiacchiere, e invece niente, nemmeno un riferimento veloce, una notizia senza video, una velina.

A questo punto penso: Web 2.0 vs TV 3 a 0, peccato che la TV non sia scesa in campo.

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