Sapete quanto adoro la Apple e i suoi prodotti, però, avendo necessità di uno smartphone per un mio secondo numero, ho vagliato la possibilità di acquistare un prodotto Android based; sono stato mosso da curiosità e riconosco di non conoscere bene il mondo Android, infatti una delle cose che mi ha colpito è l’estrema eterogeneità dei prodotti, sia dal punto di vista delle interfacce, sia dalle tipologie hardware.

Questa situazione, a mio parere, crea una certa confusione nell’acquirente, soprattutto perché non è mai ben chiaro se alcune caratteristiche siano necessarie al buon funzionamento di Android oppure no.

Da una mia veloce consultazione tra costi e benefici ho deciso di optare su un Nexus S, il telefono ‘ufficiale’ di Google; il dispositivo monta sempre l’ultimo aggiornamento del sistema operativo, in questo momento Ice Cream Sandwich.

Il sistema operativo a mio avviso è un buon prodotto, in alcuni passaggi, come nella gestione dei contatti e dei file multimediali, il mio bell’iPhone lo batte a man bassa. In ogni caso tutta l’interfaccia è molto migliorata in confronto ai primi Android che avevo visto. Il dispositivo ad alcuni può apparire limitato, in quanto non è possibile aggiungere memoria tramite l’utilizzo di schede SD. Il mio parere è proprio l’opposto. Ho avuto a che fare con diversi Android, di fascia media e alta, anche per questioni di sviluppo, e ogni qualvolta si decideva di installare un’app sulla memoria SD, il comportamento dell’app diventava estremamente lento. A questo punto è meglio avere un dispositivo con memoria fisica definita, ma perfettamente funzionante. I 16 GB a disposizione sono più che sufficienti per le mie necessità.

Il dispositivo è molto ben fatto, la qualità dei materiali é pregevole, e lo schermo ricurvo mi ha subito affascinato; inoltre la UI del sistema è molto più bella e accattivante delle versioni precedenti, anche se, su alcune impostazioni e funzionalità, i concetti di usabilità di Apple sono molto superiori.

Ovviamente l’interazione con il mondo Google è altissima, la scelta di portare praticamente ogni aspetto sulle nuvole di Google tramite una Gmail è molto comoda per un utente che è a conoscenza di quello che sta facendo, mentre appare un po’ meno chiaro ad un utente medio, il quale non sempre riesce a cogliere se, per esempio, il nuovo numero in rubrica viene salvato sullo smartphone, sulla SIM oppure sull’account Google.

Mi si potrebbe obiettare che la stessa cosa avviene anche con il servizio iCloud, ma, obiettivamente, i passaggi e i livelli di separazione sono molti maggiori.

Una cosa che mi ha sconcertato è la gestione delle app all’interno del Google Play (Android Market); non esiste nessun software di comunicazione tra il PC e il sistema, quindi tutto viene gestito tramite il browser, e si ha la possibilità di selezionare un’app direttamente sul web e poi trovarsela installata anche sul dispositivo.

La cosa che mi ha disorientato è che non sia possibile eliminare definitivamente le app disinstallate dal proprio storico presente su Google Play; in pratica è possibile installare un’app per curiosità, poi eventualmente rimuoverla dal dispositivo, ma non è possibile eliminarla dalla lista delle mie app all’interno di Google Play, oltretutto non si capisce perchè Google Android abbia fatto questa scelta. Qui la conferma.

A mio parere questo limita gli utenti a provare app nuove, in quanto rimangono nello storico, magari confondendo ulteriormente gli utenti medi; inoltre questo comportamento limita il cosiddetto ‘acquisto compulsivo’, proprio perché crea uno storico difficile da cancellare.

Ad ogni modo io mi reputo soddisfatto dell’acquisto e mi affascina constatare come due colossi della tecnologia cerchino di affrontare, ognuno a modo proprio, problemi simili apportando soluzioni diffrenti.

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