Le email sono forse lo strumento più utilizzato del web, anche se ultimamente la forte presenza dei social ha diminuito l’impiego per comunicazioni veloci.

Per quanto riguarda il business sono da sempre un’importante strumento da tenere d’occhio per conoscere a fondo le potenzialità e identificare le possibili evoluzioni da cogliere al meglio per le esigenze del nostro cliente.

Per questo motivo spesso ci s’interroga su quale sia la migliore strategia in campo per ottimizzare l’email marketing in relazione ai settori che si vuole colpire; infatti le azioni di email marketing si differenziano in base al settore di appartenenza e alla tipologia di business dell’azienda.

Chi si occupa di marketing e comunicazione sa bene che la preparazione di un cliente è una fase unica e specifica, sia per esigenze sia per obiettivi, e che per individuare la strategia migliore sia necessario identificarli con attenzione: aumentare il traffico sul sito, far crescere il numero di iscritti nel proprio database, rafforzare la brand awareness, favorire l’acquisto, nutrire la relazione e informare gli stakeholder.

Quindi, cosa bisogna assolutamente sapere?

Il consiglio che si può fornire è quello di non dimenticare mai di aggiungere nelle proprie mail gli elementi quali:

  • Chiama Subito: indicare un pulsante per effettuare una telefonata immediata. Io consiglio di aggiungere il numero di telefono comprensivo di prefisso internazionale +39. La creazione di una mail contenente codice HTML dedicato alla telefonata è facilmente sviluppabile aggiungendo il tag

    <a href="tel:+3907891840961">+39 0789 1840961</a>

  • Call-to-action Invitante: puntare su un’immediata azione di click con immagini accattivanti e dalla chiara azione all’offerta oppure all’informazione.
  • Social: accesso immediato e visibile al mondo social dell’azienda che invia la comunicazione.

Puntiamo a tablet e smartphone

Oltre il 60% delle email viene ormai letta su smartphone o tablet, per questo motivo è bene creare template responsive in grado di adattare più variabili alle dimensioni dello schermo (larghezza delle tabelle e dimensione dei caratteri), e organizzare i contenuti anche per la visualizzazione su mobile.

Click through rate (CTR) e click-to-open-rate (CTOR)

A cosa serve mandare un messaggio se non viene nemmeno aperto?

Tenendo conto che il CTOR rappresenta il rapporto di clic sulle aperture, una percentuale bassa può indicare: la presenza di contenuti ritenuti poco interessanti per i fruitori dell’email, un messaggio che si esaurisce senza la necessità di interazione da parte dell’utente o una scarsa profilazione dei destinatari.

Le email più aperte nell’ambito B2B sono quelle provenienti da banche ed assicurazioni perché propongono un contenuto altamente personalizzato. Il coinvolgimento dei destinatario sembra quindi essere la strategia vincente.

Studiamo bene il messaggio e i profili che vogliamo andare a coinvolgere, maggior attenzione impieghiamo in questa scelta e più alto sarà il nostro risultato di apertura mail.

DEM o Newsletter?

Un’altra diatriba è legata alla scelta tra un servizio newsletter oppure una DEM dedicata. La newsletter ottiene le percentuali di conversioni e CTR più alte, probabilmente perché gli utenti preferiscono ricevere messaggi con contenuti informativi rispetto alle promozioni pubblicitarie.
Le DEM risultano più efficaci solo se effettivamente inviate a segmenti ben profilati di utenti, magari suddivisi anche per aree geografiche specifiche, genere e età.

Social Network

Chi si occupa di email marketing ha ormai spostato il concetto di guardare ai social network non come ad una minaccia, bensì come ad un’opportunità. La condivisione di un’email sui social network è un sistema efficace, e a costo zero, per incentivare la diffusione virale del contenuto e ottenere di conseguenza maggiori visualizzazioni della propria campagna.

Quindi ricordiamo sempre di aggiungere nel footer della nostra mail, sia essa una newsletter oppure una DEM, un riferimento ai nostri canali sociali oppure un elemento chiaro che rimandi alla condivisione dei contenuti.

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